Descrizione
GRANDE PIOPPO
Presidente,
A nome di tutta la cittadinanza Le rivolgo il più caloroso e sentito benvenuto a Seveso
Ci troviamo nel Bosco delle Querce, il simbolo della nostra rinascita.
Questo spazio, nato dopo una tragedia, ha saputo trasformarsi in un messaggio di speranza e riscatto. Proprio per questo e per il suo valore culturale e storico, il parco ha recentemente ottenuto il marchio di patrimonio europeo. Ci riempie di orgoglio perchè è il primo sito in Lombardia, il sesto in tutta Italia e il primo parco naturale in Europa a ottenere questo prestigioso riconoscimento
Oggi, La accogliamo alle radici del grande pioppo, da poco inserito tra gli alberi monumentali d’Italia che ci guarda da oltre cento anni.
Ha resistito alla nube di diossina del 1976 ed è sopravvissuto, forte e silenzioso, diventando l’emblema della resilienza percorrendo una strada lunga 50 anni senza mai perdere la speranza.
Signor Presidente, questo parco è un luogo vivo che si proietta verso il futuro. Stiamo lavorando all'ampliamento verso est, che si concretizzerà attraverso un "ponte verde" di collegamento di cui può vedere il plastico: un’opera dall'alto valore ambientale, pensata per unire non solo due aree del territorio, ma per connettere la memoria storica al futuro di educazione alla sostenibilità. Vogliamo che i nostri ragazzi, le future generazioni, crescano qui, imparando il rispetto per la natura e la responsabilità verso l’ambiente in cui vivono.
La sua presenza qui, Presidente, sigilla questo percorso di riscatto.
Grazie, Presidente, per essere qui a condividere con noi il futuro di Seveso.
Benvenuto tra noi
TENSOSTRUTTURA
Presidente, Autorità civili, militari e religiose, Cari concittadini, Care concittadine,
Benvenuti
Presidente, La Sua presenza oggi rappresenta per la comunità di Seveso un onore immenso. È un momento destinato a rimanere, per sempre, nella nostra storia. Ho iniziato a organizzare questa giornata più di un anno fa, con la sensazione che dovesse essere qualcosa di speciale per la mia comunità. Quando, lo scorso ottobre, ho saputo che il programma che avevo ideato in memoria del 10 luglio era stato letto, condiviso e approvato da Lei, Presidente, ho provato un’emozione difficile da spiegare.
E’ vero sono il sindaco di Seveso, un centro della Brianza di 24 mila abitanti, ma le parlo con il cuore di una cittadina che è cresciuta e ha vissuto lo sviluppo di questo territorio …. porto con me i ricordi, le ferite, ma soprattutto le speranze dei miei concittadini.
Cinquant'anni fa, il 10 luglio 1976 alle 12:37, la vita della nostra collettività è cambiata per sempre. Dall’industria Icmesa si sprigionò una nube di diossina: il più grave incidente ambientale della storia della nostra Nazione.
Quel sabato era iniziato come un normale giorno d'estate. Nessuno poteva immaginare che in pochi minuti non ci sarebbero state più domeniche di festa, né ritorno al lavoro il lunedì.. per anni.
Arrivarono la paura, lo smarrimento, l’incertezza e il trauma dello sgombero. Intere famiglie dovettero abbandonare le proprie case dall'oggi al domani senza sapere se avrebbero mai potuto fare ritorno, lasciando dietro di sé i ricordi di una vita intera.
Ricordiamo la cloracne che si manifestò sulla pelle dei bambini, pensiamo alle nostre aziende, che dovettero chiudere da un momento all'altro, vedendo svanire il lavoro di generazioni, di padre in figlio, da nonno a nipote, insieme a questo, la disperazione e la vergogna delle donne, spinte verso la scelta dell'aborto. Un verdetto straziante che nessuna donna dovrebbe mai essere costretta a subire, consumato nella solitudine più assoluta, in un’epoca in cui il dolore invisibile della mente era un tabù innominabile. Eppure, quelle donne sono andate avanti.
A tutto questo… si aggiunse l’isolamento da parte degli stessi Italiani.
Le merci delle nostre imprese respinte dai mercati perché etichettate "contaminate".
I pregiudizi: gli alberghi rifiutavano di ospitarci per le vacanze perché eravamo considerati contagiosi. E poi la vita di tutti i giorni.
Io stessa bambina ricordo quando giravo per le strade con la mia biciclettina gli uomini con le tute bianche, i militari che mi chiedevano dove andassi, e sentivo le domande degli adulti a cui nessuno sapeva ancora dare una risposta certa. Sono immagini che fanno parte di noi, cicatrici che fanno parte della nostra identità.
Eppure, Presidente, oggi noi siamo qui , davanti a lei, uniti. Non abbiamo abbandonato la nostra terra, non abbiamo rinnegato le nostre radici, la nostra cultura e la nostra dignità; al contrario, abbiamo creduto nel futuro.
Per questo vogliamo rendere onore alla memoria di quella ferita, ma anche voltare pagina perchè accanto alla disperazione, cinquant'anni fa, ci furono il coraggio e il senso del dovere. Ci furono amministratori che non abbandonarono il proprio posto. Ci furono medici e ricercatori che avviarono studi destinati a diventare un punto di riferimento internazionale. Ci furono cittadini che accettarono controlli, esami e sacrifici affinché la conoscenza scientifica potesse avanzare a beneficio di tutti.
In quei giorni difficili… i cittadini furono testimoni di solidarietà, trasformando la paura in responsabilità…La tragedia dimostrò che la salute è un diritto fondamentale di ognuno di noi, un principio sancito e reso inderogabile dalla nostra Costituzione.
Da quel 10 luglio… nacque la più importante politica europea per la sicurezza industriale: la Direttiva Seveso. Il nome della nostra città divenne il nome di una legge che ancora oggi tutela milioni di cittadini in tutta Europa e ci insegna che la prevenzione costa meno dell'emergenza, che la sicurezza non è un ostacolo allo sviluppo, ma il suo fondamento.
Noi, Presidente, siamo fieri di essere cittadini di Seveso ed è il giorno del nostro riscatto.
Questa terra non ha esportato solo un protocollo di sicurezza, ha esportato eccellenza. I nostri figli, le nostre imprese, i nostri lavoratori li troviamo oggi nelle élite internazionali di ogni settore: dalla cultura del caffè alla grande musica, dall’inno per le Olimpiadi Milano-Cortina allo sport, fino alla lavorazione del mobile e alla creatività del design, che da sempre contraddistingue la nostra Brianza.
Abbiamo dimostrato che l'ingegno e il sacrificio sanno creare valore laddove gli scettici volevano e vogliono vedere solo distruzione.
E il luogo in cui ci troviamo oggi è la testimonianza più vera. Il Bosco delle Querce non è semplicemente un’area verde che può essere inserita in una lista di parchi pubblici. Questo parco è l’anima stessa di Seveso riconosciuto con il Marchio del Patrimonio Europeo, è la prova concreta di questo cammino di rinascita.
A pochi metri da noi, nelle vasche di contenimento, non solo sono conservati i materiali contaminati da diossina, ma soprattutto sono custoditi i ricordi, i segreti e le storie di tante persone. Sopra di esse è cresciuto un bosco. È fiorita la vita. Dove c'erano macerie oggi crescono alberi; dove c'era paura oggi camminano i nostri bambini.
Ci siamo rialzati e con orgoglio possiamo dirlo: noi siamo contagiosi… sì contagiosi di vita, grazie a tutti i suoi cittadini di ieri e di oggi, ai suoi commercianti, ai suoi artigiani, ai suoi imprenditori, a tutte le associazioni.
Presidente, a cinquant'anni da quel giorno, Seveso non chiede nulla.
Seveso desidera semplicemente dire: “GRAZIE”.
Grazie alle istituzioni della Repubblica che non ci hanno lasciati soli.
Grazie a quanti hanno accompagnato la città lungo questo cammino di rinascita.
Grazie ai sindaci che si sono succeduti, a partire dal sindaco Francesco Rocca, che si trovò a guidare la comunità nel momento più buio e drammatico della sua storia.
Grazie alle donne e agli uomini che sono rimasti e che hanno ricostruito la trama morale e produttiva della nostra città.
E, innanzitutto, grazie a Lei, Presidente. La Sua presenza qui non è solo un atto istituzionale: è il riconoscimento della dignità, del dolore e del trionfo della vita di una città che non ha mai smesso di credere nel proprio futuro.
Cinquant'anni fa… una nube cercò di oscurare il nome della città di Seveso. Oggi, sotto questo stesso cielo della nostra Brianza, celebriamo una memoria viva, che guarda al futuro con gli occhi dei nostri giovani.
La memoria è un dovere
La resilienza è la nostra forza.
Il futuro è un bene comune che appartiene a tutti noi.
Grazie, Presidente.
Forza Seveso.
Viva i cittadini di Seveso.
Al seguente link il testo del discorso del Presidente Mattarella
Al seguente link il video prodotto dall'ufficio stampa del Quirinale sulla visita di Mattarella a Seveso
Il Presidente Mattarella visita il Parco “Bosco delle Querce” di Seveso
A cura di
Contenuti correlati
- In corso abbattimenti di alberi pericolosi
- Con Giraskuola un aiuto concreto alle famiglie
- La visita "europea" al Bosco delle Querce
- In vigore dal 5 Maggio l'ordinanza a tutela della vivibilità urbana
- Carta d'identità cartacea in scadenza, come prenotare quella elettronica
- Apre il canale Whatsapp "Città di Seveso"
- Il messaggio di cordoglio - 23/04/2026
- Piattaforma ecologica, nuovi orari di apertura
- Cimitero, scatta l'orario estivo
Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026, 16:21